Pagine

Visualizzazione post con etichetta idee. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta idee. Mostra tutti i post

Non smettere mai di imparare

04/01/10

Gillo Dorfles è uomo di vasta cultura e di profonda saggezza. La sua biografia è impossibile da riassumere. Docente di estetica, psichiatra, filosofo, pianista. Durante la sua lunga vita ha fatto molte cose meritevoli, tra le quali fondare il movimento per l'arte concreta assieme a Munari e Soldati.

Nonostante sia vicino ai cento anni, in una recente intervista a Repubblica afferma:
"Sono molto contrario a questa presunta autorità degli anziani. I ragazzi hanno molto da insegnare, specie per le loro competenze tecnologiche e informatiche. Mi interessano molto questi argomenti: telefonini, internet, nuovi linguaggi. Non bisognerebbe mai smettere di imparare."

Non smettere mai di imparare è l'unica soluzione per restare dentro la società, per sentire di avere ancora qualcosa da dire e da fare. Non smettere di imparare è l'unica via per combattere la figura dell'anziano inutile alla società contemporanea perché incapace di capire e adeguarsi al nuovo.

Il giornalista Massimo Fini sostiene che l'anziano, da figura saggia ed intoccabile, diviene scomoda marionetta della società contemporanea. Fini ha sicuramente ragione, ma esiste un antidoto. Ed è quello di Dorfles: mai smettere di imparare. Che poi è lo stesso della Montalcini, (leggetevi Abbi il coraggio di conoscere) altro esempio di anziana che non ha smesso di imparare.

Non sempre vecchiaia equivale a saggezza. Ecco quello che afferma Dorfles:
"l'età c'entra poco con la saggezza: conta la maturità, l'autonomia di giudizio, l'osservazione, le letture, le visioni."

Un insegnamento necessario per gli anziani (ma anche i giovani), che troppo spesso si piangono addosso. Mai colpevolizzare l'altro, mai colpevolizzare la società; è necessario partire da se stessi, fin da giovani, per costruirsi una vecchiaia ricca, viva, aperta al nuovo.
Di anziani come Dorfles, la società moderna, ne ha bisogno, eccome.
Continua a leggere ...

Il tempo per scrivere

21/12/09

Avrei bisogno di più tempo per scrivere; e avrei bisogno che sia più produttivo. Vorrei riuscire a mettermi al computer e iniziare subito, senza distrazioni. Con la mente sgombra. Libero dal mondo.

Invece mi interrompo spesso: per controllare la mail o per navigare senza scopo. Per superare questo problema ho comprato un libro. Un libro per la gestione del tempo. Un manuale pratico. Io ho una passione per i manuali. L'idea che leggendo un libro, possa imparare una cosa nuova, che prima non riuscivo a fare, mi entusiasma. Spesso, lo ammetto, i manuali sono una delusione. Non tutto si imparara leggendo.

Anche in questo caso non è stato facile. Ma non è colpa del libro. Il libro è fatto bene: semplice e concreto. Il problema è che per mettere in pratica il metodo insegnato ci vuole forza di volontà; e io non sempre ne ho.

Ad ogni modo, i motivi per cui trovo che sia un buon libro sono presto detti. L'autore, David Allen, nella parte introduttiva alla spiegazione del suo metodo afferma:

finché pensate continuamente a qualcosa, la vostra mente non può essere calma e rilassata. Tutto ciò che considerate non finito o incompleto va raccolto in un sistema affidabile esterno alla vostra mente, quello che io chiamo un contenitore di raccolta, da svuotare periodicamente dopo averne smistato il contenuto.

e ancora:

Pensare più volte ad una cosa in cui non si fa nessun progresso è una perdita di tempo e di energia, e finisce solo con l’alimentare l’ansia legata alla sensazione che non state facendo quello che dovreste fare.

Il punto interessante è che grazie a questo metodo è possibile migliorare la condizione di calma della propria mente. Non è difficile trovare una similitudine con quella pratica meditativa chiamata Mindfulness, sviluppata da Jon Kabat-Zinn:

Mindfulness è quindi una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nell’hic et nunc, intenzionalmente e in modo non giudicante, al fine di risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore e raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni. (fonte wikipedia)


Anche se gli intenti sono diversi, il risultato è simile. Entrambe le tecniche sono utili per migliorare la concentrazione e l’attenzione. Allen insegna proprio a essere calmi mentre si fa qualcosa perché in quel momento è la cosa giusta da fare.

Quindi scrivere dedicandosi alla scrittura in maniera totale. Essere calmi, in pace, sapendo che in quel momento scrivere è la cosa migliore da fare. Estraniarsi dal mondo. Basterebbe mezz'ora al giorno. Sono sicuro che basterebbe questo, per scrivere di più e molto probabilmente, meglio.

photocredit: soartsyithurts
Continua a leggere ...

La scelta migliore

04/12/09

Ieri sera la mia ragazza mi ha chiesto: “Dove vuoi andare a mangiare stasera?”
Non ho risposto subito. Ho fatto finta di pensarci per dieci secondi circa.
Non di più che poi sennò si capisce che non è vero che ci sto pensando.
Poi ho risposto deciso: “Vorrei andare al Cucchiaio d’oro! Ci terrei molto…”
Ecco, non è vero che voglio andare al Cucchiaio d’oro, per me un ristorante vale l’altro.
Per evitare discussioni che si attorcigliano come i fili delle cuffie dell’Ipod, è meglio prendere subito una decisione. Lo so per esperienza; perché poi nelle discussioni anche se ho ragione, un po' in colpa mi sento.

Un’altra volta mi ha chiesto:
“Mi stanno meglio queste scarpe nere o queste rosse?” E me le ha mostrate.
In questo caso ho una altra regola: tra due possibilità, scelgo quella di sinistra. Sempre.
Nel caso che non ci sia la sinistra e la destra, decido per ordine alfabetico.
Nere o rosse? Nere, nere, molto meglio!

Io penso che con queste regole possiamo superare tante discussioni nelle coppie e anche l’indecisione che affligge i trentenni di oggi.

Photocredit: notionscapital
Continua a leggere ...